Riscaldarsi con la legna e il pellet: scelta ecologica?

Pubblicata da il nov 24, 2014 in Notizie | 0 commenti

 

In tempi di crisi gli italiani hanno riscoperto il caminetto e la stufa per riscaldarsi e per risparmiare sui costi del riscaldamento, scelta economicamente valida soprattutto tenendo conto che le biomasse costano tra il 20 e il 50% in meno dei combustibili fossili e che, nel caso di edifici particolarmente energivori, si possono avere dei tempi di ritorno dell’investimento di soli 5-6 anni. La reperibilità del materiale si è inoltre stabilizzata – soprattutto per quanto riguarda il pellet – sia nei quantitativi di produzione che nei prezzi rispetto agli scorsi anni.

Tra i combustibili più utilizzati per il riscaldamento domestico la biomassa (intesa come legname o pellet) è inoltre considerata – a livello teorico – tra le meno inquinanti, anche se è necessario sottolineare che il livello di inquinamento è influenzato dal tipo di sistema utilizzato, dal corretto utilizzo dello stesso e dal tipo di biomassa utilizzata (qualità, provenienza, stoccaggio del materiale, ecc.)

Un impianto a biomassa potrebbe risultare quindi una valida alternativa rispetto ad altri sistemi per il riscaldamento, ma nel caso, quale acquistare?

Stufa o termostufa?

La biomassa è normalmente utilizzata per il riscaldamento in due modalità:

  • riscaldamento “diretto” degli ambienti: si utilizza una stufa o caminetto posizionati all’interno dei locali da climatizzare, in modo da riscaldare direttamente l’aria o l’ambiente circostante. Esistono vari tipi di sistemi e la scelta più idonea dipende dall’ambiente da riscaldare, dalla conformazione e dalle esigenze dell’edificio per evitare problemi di comfort. Da tenere conto che una soluzione di questo tipo, pur non necessitando di grosse opere per l’installazione (a patto che sia presente un adeguato camino per lo scarico) serve principalmente per il riscaldamento della stanza in cui è installata,
  • riscaldamento “indiretto” degli ambienti: si utilizzano dei dispositivi (termostufa o termocamino) dotati di caldaia che preriscaldano un fluido (generalmente acqua) da inviare nell’impianto di distribuzione-emissione dell’edificio (radiatori, ventilconvettori, pavimento radiante ecc.). Nel caso si voglia riscaldare tutto l’edificio questa soluzione è più adeguata, considerando inoltre che questo sistema permette anche di produrre acqua calda sanitaria. Dato che l’impianto di distribuzione e di emissione del calore sono normalmente dotati di dispositivi di regolazione della temperatura, ne risente positivamente il comfort abitativo generale.Di contro la soluzione ha costi maggiori legati ad una maggiore complessità del sistema e dell’impianto.

Per tutte le soluzioni viste, alcune tipologie di generatori prevedono il caricamento automatico del combustibile (pellet), evitando quindi il caricamento manuale e rendendole di fatto semiautomatiche.

Soluzione ad accumulo inerziale

Esiste inoltre una soluzione molto particolare, detta sistema ad accumulo inerziale di calore. Si tratta di stufe e camini che si caratterizzano per il fatto di stoccare nella loro massa il calore sviluppato durante la combustione per poi rilasciarlo gradualmente durante un numero elevato di ore in ambiente anche quando il fuoco è oramai spento. L’esempio più conosciuto è la cosiddetta stufa ad accumulo di tipo tirolese, nota soprattutto nella versione classica in maiolica.

Questo sistema manifesta un’elevata comodità di gestione, alti livelli di efficienza energetica, bassissimi livelli di emissioni abbinati ad una pulizia del sistema di combustione e della canna fumaria, un calore particolarmente confortevole nonché una notevole affidabilità nel tempo.

La conduzione tipica prevede solitamente un solo o al massimo due fuochi al giorno senza la necessità di alimentazione fra le accensioni. Il calore sviluppato in questo lasso di tempo verrà ceduto non solo durante tale periodo, ma anche per un numero piuttosto elevato di ore dopo che la fiamma si è spenta.

Una stufa ad accumulo, cedendo calore sotto forma di irraggiamento, costituisce un enorme vantaggio negli edifici storici con muri spessi e pesanti. L’elevata efficienza energetica, abbinata alla garanzia di altissimi livelli di comfort, fa sì che la stufa di tipo tirolese sia inoltre considerata l’optimum nel campo della bioedilizia.

I prezzi delle apparecchiature

I prezzi dei dispositivi sono molto variabili.

  • In genere i più economici sono i caminetti e le stufe a legna (in pezzi) funzionanti per convezione che sono leggeri, relativamente semplici e riescono ad avere un costo  che varia da poche centinaia di euro fino a circa 3.500-4.500 € per macchine più elaborate.
  • I dispositivi a pellet sono appena un po’ più complessi, per cui i costi “base” tendono a salire, ma rimanendo al di sotto dei 3.500-4.500 € anche per quelli più sofisticati.
  • Le stufe ad accumulo termico, costruite in loco, hanno costi decisamente più elevati (tra gli 8.000 € e i 15.000 €)
  • Le termostufe partono dai 1.500-2.000 € per le caldaie meno elaborate, fino a circa 11.000-12.000 € per caldaie più robuste e sofisticate.  A questi prezzi – del tutto indicativi – è necessario sommare anche il costo di eventuali accessori necessari, quali ad esempio: accumuli, circolatori, valvole, dispositivi di stoccaggio e caricamento automatico del combustibile, eccetera.

Ma quanto è ecologica questa scelta?

Le vecchie tecnologie oggi in disuso producevano notevoli quantità di inquinanti (monossido di carbonio, polveri, composti organici) che con le nuove tecnologie si sono notevolmente ridotti.

Le stufe moderne hanno una combustione ottimizzata e si producono addirittura caldaie in grado di misurare l’ossigeno nei fumi e, di conseguenza, regolare l’immissione aria.

Per quanto riguarda l’anidride carbonica (CO2) da un punto di vista prettamente teorico non ci sono problemi: la combustione ne rilascia in atmosfera esattamente la quantità fissata dalla pianta durante la sua vita. Siamo quindi in una situazione apparentemente neutra, anche se la realtà a volte può essere un po’ diversa.

Per avvicinarci il più possibile alla condizione “perfetta” è necessario utilizzare i dispositivi a biomassa secondo le specifiche del produttore, effettuare la corretta manutenzione e pulizia, utilizzare biomassa di qualità correttamente immagazzinata con un corretto tasso di umidità.

In caso contrario gli inquinanti dovuti alla combustione della biomassa sono destinati inevitabilmente a salire.

Considerando il ciclo completo della biomassa, va aggiunto che questa dovrebbe essere prodotta da foreste ‘vicine’, altrimenti l’inquinamento prodotto per il loro trasporto e la successiva combustione potrebbe avvicinarsi a quello causato da altre fonti fossili.