Caldaia a Condensazione: scopriamo come funziona

Pubblicata da il dic 15, 2014 in Notizie | 0 commenti

 

Circa l’80% di tutta l’energia utilizzata in un immobile è asservita al riscaldamento e alla produzione di acqua calda.

Una delle soluzioni generalmente proposte per ridurre i consumi è la caldaia a condensazione, considerata come buon compromesso per colmare le lacune di efficienza e prestazione del parco impiantistico esistente, senza la necessità di interventi importanti ed eccessivamente onerosi per l’utente finale.

Come funziona la condensazione?

Nella gran parte degli impianti esistenti gli ambienti sono riscaldati grazie al calore generato dalla combustione in una caldaia di un combustibile, sia esso gas naturale, gasolio o altro.

Il calore sviluppato viene trasferito dai fumi caldi all’acqua dell’impianto di riscaldamento. L’acqua calda è poi distribuita ai vari terminali d’impianto (radiatori, pannelli radianti, ventilconvettori, ecc.) dove cede agli ambienti il calore necessario al loro riscaldamento.

Poichè il trasferimento del calore avviene attraverso i fumi caldi prodotti dalla combustione, tanto maggiore sarà il raffreddamento dei fumi in caldaia, tanto maggiore sarà il rendimento della stessa, dato che a pari combustibile bruciato un raffreddamento più spinto “estrarrà” dai fumi e cederà all’acqua una quantità d’energia maggiore.

Raffreddando i fumi sotto una certa temperatura (circa 55°C) si ottiene inoltre un altro notevole vantaggio: il vapore acqueo prodotto comincia a condensare, cedendo una ulteriore quantità di calore (calore latente di condensazione).

L’elemento d’innovazione nei generatori di calore a condensazione è quindi dato dalla possibilità di raffreddare i fumi fino a farne condensare il vapore d’acqua contenuto, recuperandone (almeno in parte) il calore latente di condensazione.

La condensazione consente quindi di ottenere un aumento del rendimento dell’impianto rispetto ai generatori tradizionali di circa il 14%.

Quali vantaggi?

Lavorare ad una temperatura più bassa implica una riduzione delle dispersioni della caldaia. La bassa temperatura di scarico dei fumi limita inoltre il tiraggio naturale, con conseguente riduzione delle perdite termiche per ventilazione.

Tradotto per l’utente finale, ciò significa che le potenzialità di tale tecnologia portano a vantaggi che si possono riassumere in costi ridotti di gestione, affidabilità e basse emissioni inquinanti.

Affinché una caldaia a condensazione lavori correttamente sono tuttavia necessarie alcune condizioni:

  • Per ottenere rendimenti maggiori del 100%, è importante tener conto che la caldaia deve lavorare con un impianto a bassa temperatura. Questa condizione è fondamentale: se l’acqua di ritorno è troppo calda, non sarà in grado di raffreddare i fumi, impedendone la condensazione. E’ di conseguenza necessario ripensare all’impianto nella sua totalità nel momento in cui si decide di sostituire la caldaia.

  • Il miglioramento delle prestazioni sarà quindi tanto maggiore quanto più si curerà l’intero sistema edificio-impianto: interventi di isolamento termico dell’edificio possono abbattere significativamente i consumi oltre il 30%.

Un ulteriore vantaggio della caldaia a condensazione sono le basse emissioni inquinanti. Infatti per ottimizzare il processo di combustione l’apparecchio adotta un bruciatore a premiscelazione che permette di ridurre al minimo i consumi di gas e l’emissione di sostanze nocive. La miscela aria/gas è realizzata completamente all’interno del dispositivo ventilatore, controllato elettronicamente, che la soffia direttamente sul bruciatore.

Gli incentivi per la condensazione

La legge 27.12.2006, n. 296 e successive modifiche, ha introdotto le agevolazioni relative agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, che comprendono, tra gli altri, la sostituzione di impianti di climatizzazione con impianti dotati di caldaie a condensazione e la contestuale messa a punto del sistema di distribuzione.

Gli interventi ammissibili – per una detrazione d’imposta del 65% fino a un massimo di 30.000 € da ripartire in dieci quote annuali di pari importo – riguardano, oltre alla fornitura del generatore a condensazione, lo smontaggio e la dismissione dell’impianto esistente, la posa in opera e le prestazioni professionali ed eventuali interventi sulla rete di distribuzione, sui sistemi di trattamento dell’acqua, sui dispositivi controllo e regolazione nonché sui sistemi di emissione.