Bolletta del gas: leggerla senza sfera di cristallo è possibile

Pubblicata da il ott 13, 2014 in Notizie | 0 commenti

 

La stagione fredda non porta solo pioggia e neve, per chi ha un riscaldamento autonomo arrivano immancabili anche le temute bollette del gas.

Dal primo ottobre di quest’anno c’è stato un ulteriore incremento dei costi del 5%, motivo in più per cercare di diminuire i consumi. Ma in realtà quanto pesa il consumo di combustibile e quanto pesano invece le spese accessorie?

Prima di esaminare una bolletta va fatta una premessa: c’è un’unica tariffa nazionale regolata dal Garante per l’energia elettrica e il gas. Dopo la liberalizzazione del mercato, molti fornitori hanno tuttavia iniziato a fare sconti e piani tariffari differenti.

Quando decidiamo di affidarci ad un fornitore per il gas, possiamo pertanto trovare due tipologie di mercati:

  • il mercato con tariffe dette di “Maggior Tutela” – stabilite dal Garante per l’energia elettrica e il gas
  • il libero mercato, dove viene deciso dai fornitori il prezzo da applicare all’erogazione del gas e che generalmente resta bloccato per il consumatore per uno o due anni

Le tariffe di “Maggior Tutela” risentono del prezzo di mercato, chi sceglie questa tipologia di contratto risente di queste variazioni sulla bolletta. Le tariffe del Libero Mercato sono naturalmente competitive e ciò va a vantaggio del consumatore ma nella misura in cui il prezzo bloccato è più basso di quello della Maggior Tutela.

Proviamo ora ad analizzare le voci più importanti di una bolletta standard, tenendo conto che ogni fornitore riporterà diciture leggermente differenti e personalizzate.

Le componenti principali che costituiscono il totale effettivo da pagare sono le seguenti:

Servizi di vendita (incidenza media 50% dei costi totali): dipendono dal fornitore di energia in quanto comprendono la componente che costituisce la quota variabile del prezzo del gas. Le voci inserite comprendono il consumo di materia prima (m3 di gas) e il margine dell’operatore. Sono suddivise in due sottogruppi:

  • Quota fissa di vendita del valore di circa 36€/anno
  • Quota variabile di vendita che varia a seconda dell’ambito in cui si trova la località servita. (Una città può avere anche diverse località del gas ed essere suddivisa in diversi ambiti). All’interno di questa voce compare la componente CCI – commercializzazione all’ingrosso – valida per tutto il territorio italiano e fissata trimestralmente dall’Autorità. La CCI è la componente ad essere soggetta a sconti sul mercato libero.

Servizi di rete (incidenza media 15%-20% costi totali): costi stabiliti dall’A.E.E.G. Tali costi comprendono tutti i costi relativi al servizio di misura, l’installazione degli impianti e la manutenzione dei contatori, la registrazione dei dati di misura e gli interventi di natura commerciale. Inoltre comprende i costi di conguaglio, i costi delle reti e alcuni oneri. Si suddivide in:

  • Quota Fissa di distribuzione che viene definita per ciascun ambito tariffario, ovvero l’area geografica dove vengono applicate le stesse tariffe di distribuzione e misura
  • Quota Variabile di distribuzione che varia in funzione della quantità di gas consumata ed è differenziata per otto scaglioni di consumo

 Imposte (incidenza media 30%-35% costi totali): regolamentate dallo Stato, sono formate da:

  • Accise che variano su base regionale e in funzione dei propri consumi
  • IVA, calcolata al 10% per i consumi fino a 480 m³ e al 21% per i consumi maggiori.

 

Come anticipato ogni fornitore può presentare in bolletta diciture differenti ed esplicare, all’interno delle macrocategorie sopra riportare, varie voci aggiuntive che contribuiscono alla definizione dei costi totali. Vi consiglio pertanto, per maggiori approfondimenti, di verificare punto per punto le voci contattando il call center del vostro fornitore o attraverso le pagine web degli stessi.

 

Per finire un suggerimento utile per prevedere quale sarà l’importo della bolletta successiva: fate regolarmente l’autolettura.

Questo vi permetterà di sapere con certezza quanto combustibile avete consumato e, con le debite proporzioni, di intuire quale potrebbe essere la spesa totale attesa della bolletta successiva, evitando soprattutto di ricevere fatture di conguaglio salatissime.